Articolo Scritto

  • il 08.07.2011
  • alle 01:55 PM
  • da redazionegs

Le pin-up del Guerin Sportivo

Eleonora-Vallone_small lug8

Gli anni Sessanta – I “mitici” anni Sessanta hanno rappresentato il decennio caratterizzato dal più importante rinnovamento generazionale che il secolo scorso abbia mai visto. Gli eventi socio-politici e culturali di quegli anni avrebbero infatti inevitabilmente influenzato e modificato profondamente valori, aspirazioni e stile di vita delle future generazioni. Prima la beat generation e in seguito la musica pop, diventano il nuovo modo di espressione dei giovani. Sono gli anni in cui si affermano i media, la cultura pop e la minigonna. Gli anni della dolce vita, consacrato dalla famosa pellicola di Federico Fellini che fa gridare allo scandalo. Alla radio nasce “tutto il calcio minuto per minuto”, storica rubrica radiofonica della domenica; In televisione partono le prime trasmissioni.
Gli anni Settanta – Gli anni ’70 sono anni di radicale trasformazione culturale e di libe¬razione sociale. Sono questi gli anni dei mutamenti sociali che contribuirono a dare un nuovo ruolo alle minoranze e al ceto medio e che permisero la liberazione sessuale e il diverso uso del tempo libero. E’ un decennio di novità e di grande competizione in tutti i campi, di grandi ideali, di battaglie sociali, di impegno politico. L’avanzare della tecnologia e l’influenza dei media creano i presupposti per una crescita culturale del Paese. La musica disco degli anni ’70 divenne un modello ineluttabile che riuscì a condizionare un’epoca e di cui ancora oggi si sente l’influenza.
Gli anni Ottanta - Stremati dagli anni ’70, gli italiani si risvegliano negli anni ’80 con una voglia matta di cambiare passo. Il nuovo boom dei consumi e l’espansione del benessere economico scoperchiano il desiderio di trasgressione del Belpaese. I film che hanno segnato questi anni sono: “Il tempo delle mele”, gli indimenticabili come “E.T.”, le avventure di Indiana Jones, ma anche i film che avremmo apprezzato solo “dopo”, come il cult “Blade runner”. E poi, l’unico e solo John Belushi al suo apice. Una moda trasgressiva le calze bucate, le fasce tra i capelli cotonati, le minigonne a strati, le ben salde e voluminose spalline, i fuseaux, i pizzi e i merletti. E’ il decennio della nascita delle veline, della disinvoltura sessuale, del calcio scommesse, delle scalate finanziarie degli Yuppies e del trionfo della nazionale ai Mondiali.
Un trentennio sportivo segnato da grandi eventi e da uomini e donne che hanno contraddistinto quest’epoca. Pensiamo ad Abebe Bikila, atleta etiope, che corse a piedi nudi la maratona dei Giochi Olimpici di Roma del ’60 vincendo la medaglia d’oro, a  Nino Benvenuti e Livio Berruti, medaglia d’oro nei 200 sempre nei Giochi di  Roma del 1960,  a Cassius Clay (Mohamed Alì) che lasciò il segno negli anni ’60-’70, il grande tuffatore Di Biasi e sempre negli anni ’70 la schermitrice Antonella Ragno. Il mitico Pietro Mennea, detto “la freccia del sud”  che agli Europei di Praga del 1978 compì un’impresa storica, la doppietta di medaglie d’oro nei 100 m e nei 200 m. Un anno dopo durante le Universiadi a Città del Messico, Mennea conquista il record mondiale dei 200 m. rimasto imbattuto per ben 17 lunghissimi anni. Erano le Olimpiadi di Monaco del ’72 quando Mark Spitz mette a segno 7 ori e quando, sempre negli stessi anni, una donna italiana, Novella Calligaris è  la prima fra gli atleti italiani d’ambo i sessi a vincere una medaglia olimpica nel nuoto e a stabilire un primato mondiale negli 800 m stile libero.  Nel calcio nomi del calibro di Maradona, Gianni Rivera, Dino Meneghin, Gigi Riva, Paolo Rossi. Negli anni ’80 ricordiamo “il figlio del vento”, Carl Lewis e la Nadia Comaneci, stella sportiva della ginnastica. Gelindo Bordin atleta italiano il primo a vincere la maratona olimpica all’Olimpiade del 1988.  In Italia nelle Olimpiadi del 1980 trionfa e vince l’oro nel salto in alto Sara Simeoni, inoltre spopolano i mitici fratelli Abbagnale che conquistano 2 ori  ai Giochi di Seul nel 1988.
Così come lo sport fa parte della storia dei popoli, degli usi e dei costumi, così anche la tv, il cinema e lo spettacolo di questo trentennio ci regalano bellezze splendide e indimenticabili quali,

Loredana “Lory” Del Santo è un’attrice e showgirl italiana. Dopo aver esordito come valletta del Festivalbar nel 1975, tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta come attrice di numerosi b-movie italiani, ha partecipato a diversi varietà televisivi; in particolare, ha avuto il ruolo di “bigliettaia” nel programma di Antonio Ricci Drive In negli anni ottanta. Negli anni successivi è stata spesso al centro delle cronache rosa ed è tornata alla ribalta nel 2005 vincendo la terza edizione dell’Isola dei famosi; successivamente ha spesso partecipato come opinionista a diversi programmi televisivi, pubblicato un’autobiografia.
Nadia Cassini, nome d’arte di Gianna Lou Müller, è un’attrice e showgirl statunitense, di origine italo-tedesca, interprete di film della commedia erotica all’italiana negli anni settanta e ottanta. Tra i film ricordiamo Il dio serpente,  L’insegnante balla… con tutta la classe, L’infermiera nella corsia dei militari,  La dottoressa ci sta col colonnello, girati tra il 1971 e il 1980. Agli inizi degli anni ottanta Nadia praticamente è sparita dalle scene. Dopo il ritiro dalle scene italiane, Nadia ha dapprima lavorato presso la televisione francese, per poi ritornare in America per motivi personali.
Sabrina Salerno: Scoperta negli anni ottanta da Claudio Cecchetto, fra il 1986 e il 1987 pubblicò l’album d’esordio chiamato Sabrina che conteneva il suo primo singolo Sexy Girl e Boys( Summertime Love) che raggiunse la terza posizione della classifica inglese. Ricordiamo anche che fu la prima artista italiana a raggiungere tale risultato. Nel 1988, quando posava sul Guerin uscì il suo secondo album “ Super Sabrina” che conteneva il celebre pezzo My Chico, Allo f me (boy oh Boy) e venne anche premiata come miglior cantante europea dell’anno. Sempre in quegli anni la possiamo ricordare al cinema nel film Fratelli d’italia con Jerry Calà e in televisione con Grand Hotel. Nel 2010 è uscito il suo ultimo singolo Call Me, cover della storica canzone dei Blondie. Quanti di voi la seguono ancora?
Stella Carnacina: Inizia la carriera di attrice giovanissima; dotata di una decisamente bella presenza, si fa notare in alcune pellicole nei primi anni ’70, spesso in ruoli sexy. Alla metà del decennio, debutta anche come cantante: dotata di una voce esile ma intonata, il suo maggior successo è Rosso sera, nel 1977, che viene anche pubblicata all’estero. Nel 1984 incide la sigla del programma televisivo Amare te. Dopo altri dischi abbandonerà la carriera di cantante, continuando soltanto con la recitazione.
Erika Blanc: nome d’arte di Enrica Colombatto, è un’attrice italiana. Si trasferisce a Roma all’inizio degli anni ’60 per lavorare nel cinema, debutta nel 1965 nel film Agente 077 missione Bloody Mary, diretta da Sergio Grieco, sarà la prima pellicola di una lunga serie di lavori cinematografici, che la porteranno a recitare anche in teatro e per la televisione. Dopo un lungo periodo di assenza dal grande schermo, torna prepotentemente alla ribalta grazie a un ruolo di secondo piano nel film Le fate ignoranti (2001) di Ferzan Ozpetek
Gabriella Giorgelli:  è un’attrice italiana che è stata attiva nel cinema ed in televisione dai primi anni sessanta agli anni novanta. Inizia a lavorare come commessa, stenodattilografa e segretaria, ma grazie al piacevole aspetto fisico (nel 1961 si classifica tra le finaliste di Miss Italia) e soprattutto al suo carattere ambizioso e volitivo (è capace di ricorrere a qualsiasi espediente pur di apparire nelle cronache e farsi pubblicità), riesce ad entrare nel mondo del cinema, dapprima come semplice comparsa, poi come attrice destinata ad una lunga attività, anche se quasi sempre in ruoli di secondo piano.
In TV è fra le interpreti degli sceneggiati Lulù (1986) di Sandro Bolchi e di A che punto è la notte, realizzato nel 1994 da Nanny Loy. Ha recitato inoltre anche in qualche episodio di Casa Cecilia, situation comedy diretta da Vittorio De Sisti, oltre che nella divertente fiction Anni ’60 (1999) di Carlo Vanzina.
Eleonora Vallone:  Attrice italiana e  collaboratrice di giornali quotidiani e settimanali di attualità, cinema, sport, nautica, rubriche televisive e radiofoniche. Pubblica i libri “GymNuoto”(vince il premio speciale Bancarella Sport) e “GymVasca” ed. Sperling & Kupfer (Italia), e “GymSwim” ed. M.Rocha (Spagna). Pioniera ed insegnante della ginnastica in acqua, fonda la prima Scuola in Italia per istruttori di aquagym, ne brevetta il metodo GymNuoto.  Sul finire degli anni Settanta e i primi del decennio seguente tenta la strada del cinema. Esordisce con Gardenia, il giustiziere della mala (1979) di Domenico Paolella con protagonista Franco Califano, a cui seguono diverse pellicole. Dopo molti anni lontana dalle scene ritorna davanti alla macchina da presa nel film di Pupo Avati Il papà di Giovanna (2008).

Pin Up

11 Foto

Sottoscrivi i commenti RSS.

I commenti sono chiusi