Articolo Scritto

  • il 18.11.2011
  • alle 02:44 PM
  • da Stefano Olivari

Il calcio alleato di Monti

Troppo calcio. Sentiamo questa litanìa fin dagli anni Settanta, quando il calcio in tivù era un tempo di una partita in differita la domenica pomeriggio e qualcosa in diretta di coppa il mercoledì. Adesso, dopo la pausa per le tristissime amichevoli delle nazionali, si è scoperto (!) che ci sarà almeno una partita con una squadra italiana di A o B in campo da oggi fino a praticamente Natale. E allora? Gli stadi si stanno svuotando (e se ne costruiscono di più piccoli, per mitigare l’effetto tristezza) non certo perché ogni giorno c’è calcio in televisione: a un interista di Sampdoria-Juve Stabia del 9 dicembre non potrebbe importare di meno, così come a un romanista di Viktoria Plzen-Milan. Non esiste un malato di mente che guardi tutto su tutti i canali, questa è un’invenzione di chi per professione rimpiange la mitica ‘Italia di una volta’. A tutti noi interessano le nostre squadre (usiamo il plurale, memori delle polemiche sui bacini di utenza della Lega su tifosi e simpatizzanti) e quello che fanno le squadre che ci sono antipatiche, più qualche campione che inseguiremmo anche se giocasse nel campionato thailandese. Insomma, il calcio televisivo non fa male a nessuno. Anzi, a qualcuno fa male: a se stesso, visto che se si è sintonizzati su un canale non si è ovviamente anche su un altro. Di sicuro la possibilità di passare il tempo ogni sera e ogni fine settimana con qualcosa di facile alla comprensione e di sostanzialmente innocuo ha una grande valenza sociale: chi è in poltrona, o al limite allo stadio, non è in strada e comunque non sta pensando ai propri problemi. Non stiamo dicendo che dietro a questa overdose televisiva ci sia un grande vecchio, ma solo che la ‘governabilità’ è facilitata da persone che pensano soprattutto al calcio. Insomma, Mario Monti (tiepido sostenitore del Milan) avrà come migliori alleati Sky Sport e Mediaset Premium.

Twitter @StefanoOlivari

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I commenti sono chiusi

  1. Agnelli, un moderato che non molla -
    Il tono usato in conferenza stampa da Andrea Agnelli è stato pacato e conciliante, così pacato e conciliante da sorprendere molti, incluso lo stesso Petrucci. e Zoticoni come Stefano Olivari. Ma tanta moderazione non significa, e non nasconde, a quanto è dato sapere, la volontà di fare quel passo indietro richiesto da Petrucci: l’ha detto chiaro e tondo che non lo farà, non è la Juve che deve farlo, semmai. Ha chiesto di fare tutti insieme un passo avanti che, vista la piega poi presa dal suo discorso, dovrebbe essere quello di chiarire le vicende dal 2006 al 2011, e trarne le dovute conseguenze. Proprio quello che i Corrotti: Petrucci, Abete e soci a delinquere non vogliono, perch caderebbero nelle ire dei corruttori Tronchetti & Moratti…e potrebbero per finire a fale da un cavalcavia…il Volo-del-Bove. In ogni caso, in mancanza di sviluppi positivi concreti, per il momento si va avanti, con gli esposti e i ricorsi già presentati e quelli che sono ancora in cantiere. Dalla sede bianconera trapela, dice Sky, che le riflessioni del club sul tavolo politico che il Coni dovrebbe convocare partono da un punto fermo: la proposta del presidente Agnelli, che parte da un confronto sui fatti del 2006 e sulle loro conseguenze, non comporta assolutamente la disponibilità della società a trattare sulle rivendicazioni portate avanti sinora, prima nell’ambito della giustizia sportiva, e adesso in quello della giustizia ordinaria. Sempre stando a quanto riportato da Sky, i toni concilianti adottati del presidente Agnelli nella sua conferenza stampa non minano in nulla la fermezza con cui è deciso a sostenere le sue richieste in tutte le sedi, inclusi quei tribunali ordinari che tanto poco piacciono a Petrucci e Abete, e tanto temono i servi del regime che si nascondo dietro il paravento: “giornalist”!. Dunque su quel tavolo, se mai si dovesse fare, la Juve metterà sì proposte per la futura gestione del sistema calcio, ma ribadire i tre punti su cui non può transigere: i danni patrimoniali chiesti, la revoca dello scudetto 2006 all’Inter e l’eventuale assegnazione dei titoli tolti alla Juve; sono tre punti non trattabili. Se vi dovessero essere delle proposte che soddisfino queste richieste, saranno valutate con attenzione. Ma al momento l’offensiva giuridica condotta dallo staff legale capitanato da Michele Briamonte va avanti. E per questa strategia della fermezza di Andrea Agnrlli, che i travasi di bile degli Olivari & Co si riversa sulle tastiere!

  2. laleggeNONeugualepertutti scrive:

    oggi a Pescara ZEMAN contro SIMONI = REAL MADRID 2 – BARCELLONA 1

  3. marco traversi scrive:

    La pausa non era per le tristissime amichevoli delle nazionali. Era dedicata agli spareggi per l’accesso alla fase finale di Euro 2012. Ovvio che le nazionali non impegnate hanno approfittato della sosta, per qualche amichevole, forse meno triste di una qualsiasi gara giocata un una notte novembrina pianura padana.

  4. cesare scrive:

    un milanista se ne va e ne arriva un altro?
    Allora diggiamolo…

  5. Luca scrive:

    Non capisco perchè nell’articolo c’è scritto che sono state tristissime queste due amichevoli?
    Era da non so quando che ho visto i giocatori italiani impegnarsi fino all’ultimo minuto.
    Mah poi ovvio ognuno al suo parere.

  6. Edolo scrive:

    …originale qst articolo…