Weisz “ritrova” Meazza
Domani sarò a San Siro, insieme all’Inter e ai rappresentanti del Comune di Milano. La ragione qualcuno forse la conosce già, perché da alcuni giorni compare la notizia sui siti internet e perché ne ha scritto domenica scorsa Gianni Mura nella sua seguitissima rubrica su Repubblica: Sette giorni di cattivi pensieri.
È stato finalmente deciso di apporre a Milano una lapide in memoria di Arpad Weisz. A chi non conoscesse ancora la storia, consiglio di navigare un po’ su google. Un post non è lo spazio ideale per condensare una vicenda così complessa, lunga e tragica, che mi ha richiesto quasi tre anni di ricerche in giro per l’Europa e 200 pagine di biografia. Non è casuale che il velo venga tolto il 27 gennaio, giorno della memoria, stesso giorno in cui fu fatta la medesima cosa a Bologna, anno 2009 (nella foto). Sono attesi Moratti, Ranieri e capitan Zanetti.
Alla mattina sarò in una scuola milanese a raccontare agli studenti la vita di Weisz, le leggi razziali, l’infamia in cui cadde l’Italia, appuntamento che per me vale non meno dell’incontro nel pomeriggio al Meazza. Anzi. A proposito, curioso che lo stadio porti il nome del ragazzino di 17 anni che Weisz fece debuttare in prima squadra durante la Coppa Volta. I loro nomi si incroceranno di nuovo domani.
Mi fa piacere che Milano abbia risposto. È la città in cui Weisz vinse il primo scudetto con l’Inter (1929-30), in cui nacquero i suoi figli Roberto e Clara, in cui fu collaboratore del Calcio Illustrato, nella quale pubblicò un suo celebre manuale sul calcio. Mi pare una piccola, ma significativa riconoscenza verso questo grande e sfortunatissimo allenatore. Ci sarò. Con il fisico e con il cuore.
Sentendolo spesso al telefono per la sua rubrica, ho già ringraziato a voce Gianni Mura. Ma lo faccio anche attraverso il sito (che lui non leggerà, temo, restio alle tecnologie). Io ho scritto la storia, ma lui mi ha dato una mano enorme a diffonderla. Se oggi il Bologna si dice disponibile a fare un’amichevole con l’Inter è perché lui ha lanciato per primo l’idea di un torneo Weisz. Merçi.





Sto leggendo il libro di Marani. Vero ciò che dice Giuseppe. Non serve navigare su internet, il libro di Marani è un racconto da leggere in un fiato e che da il senso della vicenda umana dell’allenatore di Inter e Bologna. Mi piace pensare in questo istante al fatto che io sono tifosissimo dell’Inter e mio padre lo era del Bologna. Che mio figlio mi segue, con passone identica alla mia, nell’amore per le maglie neroazzurre e anche il suo nonno materno era tifoso del Bologna. Insomma una vicinanza generazionale che si riassume nella storia di Weisz. Certo il suo dramma umano supera tutto ciò, mi perdonerà Marani se vi leggo anche questa vicenda personal, ma lo sport, la vita e la forza della memoria si riassumono tutte nel suo libro e per me è naturale associarli. Complimenti.
[...] incideva più di tanto (anche in serie A raramente si superavano i due allenamenti alla settimana). Rimandiamo a Matteo Marani per sapere come il nazismo e il fascismo abbiano distrutto la sua vita e quella della sua famiglia, [...]
Scopritore di Meazza…mica pizza e fichi…
Vorrei il gemellaggio con l’Inter. Lo propongo da anni insieme al mio club. Speriamo che prima o poi ci ascoltino. Grande evento oggi a S. Siro. Grazie al direttore Marani e alla società Inter. Ci sarò. Grazie di cuore
Grande ARPAD
Stadio Meazza. Il tempio del calcio. Acquisterò il libro. Grazie direttore
Lodevolissima iniziativa,complimenti ancora direttore.
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/01/26/news/memoria_weisz-28801596/
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/01/26/news/memoria_weisz-28801596/
apprendo con piacere dell’iniziativa di Mura, nel nostro piccolo, come ACLI di Milano sono due anni che organizziamo con delle squadre giovanili di calcio e una rappresentanza di giovani ebrei della comunità di milano ,un torneo amatoriale in memoria di Arpad Weisz. Sono contento che finalmente anche San Siro domani ne ricordi la figura con tutti gi onori.
Il Direttore Marani è una persona umile perchè vi consiglia di navigare su internet per trovare notizie su Arpad Weisz, invece posso semplicemente augurarvi di acquistare prestissimo il libro “Dallo Scudetto ad Auschwitz” che narra della vita del grande allenatore ungherese. Il volume è un condensato di emozioni, frutto di ricerche minuziose, in un’epoca in cui il pressapochismo la fa da padrona e la voglia di capire le cose nella sua profondità sia rimasta virtù di mosche bianche. E’ uno dei libri più belli che io abbia mai letto.
“Fuori nella stessa sera l’Inter in Italia, Mou in Spagna e Mancini in Inghilterra. Il diabolico complotto di Moggi e’ ormai mondiale”.
Complimenti per il suo bellissimo libro , spero di incontrarla al liceo Boccioni dove insegno Educazione Fisica